Uno sguardo su Ragusa

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Uno sguardo su Ragusa

Appesa si giunge a Ragusa è subito possibile posare gli occhi sul cartello che dice: “Città Barocca patrimonio dell’Unesco”. Ragusa è una città che ha una grande storia…un evento disastroso, il terremoto del 1963, rappresentò per questa città sia la distruzione e sia una grande opportunità di rinascita. La politica delle concessioni praticate dai conti di Modica, fin dal 400 consentì nel tempo, specie tra il 500 e 600 la genesi e l’ascesa di una classe dominante che seppe accumulare nel tempo capitale, terre e potere.

Il terremoto nel 1693 rade al suolo gran parte della produzione artistica che si era sviluppata sino a quel momento su matrici normanne e arabo catalane. La nuova Ragusa si duplicò e si allungò su due colli, estendendovi così anche sul pianoro adiacente. Questa nuova collocazione della città diede più possibilità di contatti economici con le vicine Comiso e Vittoria.

La nuova Ragusa si volle moderna, costruita su uno schema urbanistico “a griglia”, il cui centro era rappresentato dalla nuova Chiesa di San Giovanni. Invece i nobili rimasti a Ibla costruirono la propria ostentazione attorno a un nuovo sito scelto per l’edificazione della nuova chiesa di San Giorgio, la cui ideazione fu affidata a Rosario Gagliardi, prestigioso architetto del Val di Noto, creando così una delle piazze più scenografiche della Sicilia barocca.

San Giorgio presenta una costruzione della facciata originale, con paraste su più ordini, giocando molto sulla linea convessa e dando un forte slancio verticale, coronato dal meraviglioso ardimento della torre campanaria. Il fronte sulla piazza è esaltato da un percorso dinamico, impreziosito dalla imponente scalinata monumentale, dietro invece troneggia l’elegante cupola neoclassica.

Le due città si separarono e riunificarono diverse volte, per poi unificarsi definitivamente nel 1926, diventando così la nona provincia della sicilia.

Fotografie a cura di Carmen Senia. Tutti i diritti riservati

Fonti bibliografiche : La sicilia ritrovata – Iblei – aprile 2015

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