Visita a Segesta

segesta

Visita a Segesta

In uno dei nostri piccoli tour da siciliani in Sicilia, venivamo da Trapani e ci siamo fermati in un’affascinante luogo molto importante per la storia della Sicilia: Segesta. Quindi ho pensato di offrirvi una panoramica culturale di questo importante sito archeologico, un piccolo riassunto di cosa è stato in passato Segesta e di quello che si può visitare oggi, così se vi ritroverete a passarci sicuramente dopo aver letto questo articolo, guarderete questo luogo con occhi diversi e con maggiore consapevolezza.

Le info sono state estrapolate dalla mia testa, in quanto conoscitrice dell’arte e sia da un librino che ho acquistato nel sito stesso, nell’area souvenir di cui farò nota bibliografica alla fine di questo articolo.

Innanzitutto la prima impressione che si ha non appena si raggiunge il sito è quella di essere in mezzo al nulla, non ci sono costruzioni, il luogo è solitario, silenzioso e si ha come l’impressione che tutto sia rimasto fermo, come nel passato, sembra quasi di essere ritornati indietro nel tempo. E poi eccolo lì, il maestoso tempio sopra la collina, intatto, perfetto. L’impatto è forte, si rimane incantati dalla maestosità e dalla perfezione di un tempo così antico eppure così mantenutosi bene pur essendo passato così tanto tempo dalla sua costruzione. Concedetevi del tempo, vi sembrerà normale essere rapiti da questa struttura e avere la sensazione di voler restare li ad osservarlo per tanto tempo.

Mentre Ilio veniva conquistata, alcuni Troiani, sfuggiti agli Achei, giunsero in Sicilia con le loro navi. Furono chiamati Elimi, e le loro città furono Erice ed Egesta“, così scrive Tucidide, storico ateniese vissuto nel 5 secolo a.c.nella sua Storia della guerra del Peloponneso.

Gli Elimi giunsero nella Sicilia occidentale sul finire del 2 secolo a. c. e il nome iniziale era Egestas, più tardi i latini aggiunsero la S per rendere più gradevole il nome in quanto egestas in latino significa povertà. Erice divenne quindi per gli Elimi la capitale religiosa e Segesta la capitale politica. Segesta si afferma come potenza commerciale e politica esportando prodotti come vino e olio attraverso il porto che domina l’intero golfo di Castellammare. Segesta invece sorge sulla sommità di un monte che dominava tutto il territorio circostante. Nel frattempo si era diffusa nel mondo greco lo stile dorico che conquistò l’architettura, i templi e i monumenti in marmo sostituirono l’argilla e il legno, così la civiltà elima, si adeguò alle innovazioni di stile, anzi cercò di superare i rivali greci, durante le fasi e di pace e guerra.

Il grande tempio, quindi sorge sulla collina, da sempre luogo di culto dell’antico popolo degli elimi. Orientato da ovest verso est, è in stile dorico, costruito verso la fine del 5 secolo a.c. periodo in cui la città intratteneva intensi rapporti con Atene. E’ quindi un grande monumento che ha la sua forza politica e per questo si spiegano le sue grandi dimensioni, inusuali, per quel periodo. Ma il tempio non è mai stato completato; nel 416 a.c. scoppia di nuovo la guerra tra la vicina colonia Selinunte e Segesta per questioni territoriali e Segesta cercando aiuto in un alleato forte si rivolge ad Atene, vengono così firmati dei trattati di amicizia tra Atene e Segesta. Forse Atene si lasciò proprio ingannare dalla costruzione di questo tempio. La battaglia fu un disastro e Segesta di nuovo sola con la nemica Selinunte ritornata all’attacco si rivolge a Cartagine che interviene distruggendo Selinunte. Così i lavori interrotti durante le campagne di guerra non vennero mai più ripresi.

Il Tempio presenta con 6 colonne nei lati corti e 14 nei lati lunghi, le colonne si nota che non sono finite, mancano infatti le scanalature tipiche delle colonne doriche. Inoltre le colonne si ergono ad angolo retto, anche se normalmente in altri templi erano inclinate leggermente verso l’interno.. probabilmente l’architetto e molti mastri e operai dovevano essere greci di Sicilia esperti nella costruzione di templi ma non conoscitori profondi dell’architettura greca. Nei gradoni sono visibili ancora le bugne per la messa in posa. Nei fregi si alternano triglifi e le metope liscie e tutte le misure del tempio derivano dal rispetto di ben studiate proporzioni.

Una seconda rinascita di Segesta fu durante la prima guerra punica, quando i romani mirarono alla conquista  della sicilia e Segesta passò dalla loro parte. E’ l’inizio di una nuova rinascita e la testimonianza è lo splendido teatro, sorto nel 2 secolo a.c. l’agorà e la cinta muraria superiore.  Dopo questo periodo fiorente comincia il lento declino fino all’abbandono definitivo del sito.

segesta

Quindi la visita a Segesta non comporta solo la visita del grande Tempio ma anche il Teatro, dedicato al culto di Dionisio, è veramente interessante. Si trova sulle pendici nord del monte Barbaro con veduta panoramica verso il golfo, raggiungibile con un’apposita navetta turistica presente nel sito archeologico. L’edificio presenta le forme tipiche dell’architettura teatrale greca , anche se è stato costruito nella seconda metà del 2 secolo a.c. cioè quando Segesta era città libera sotto i romani. Il teatro poteva accogliere circa 4000 spettatori. In passato doveva presentare una ricca decorazione con colonne doriche nel primo ordine e ioniche nel secondo. Ancora oggi, nel periodo estivo, è possibile vedere spettacoli e rappresentazioni teatrali in questo fantastico Teatro.

Se ci si guarda intorno questo sito è ricco anche di tante altre tracce del passato, visibili ai visitatori: l’agorà, le mura difensive, le case rupestri, la casa del navarca, il santuario, la necropoli ellenistica. Un sito che vivamente consiglio agli appassionati di arte, di storia, di architettura e delle culture del passato, immerso in una natura incontaminata.

Un saluto e Dario e Lara che ci hanno accompagnato in questa traversata della sicilia

Note bibliografiche: città e siti d’europa – Segesta – medusa editrice

fotografie di Carmen Senia – tutti i diritti riservati- www.carmensenia.com

segesta

segesta

segesta

segesta

 

Leave a Reply